Produzione Lenta - Le tre anime della Montagna | Produzione Lenta

Le tre anime della Montagna

Tre simboli, tre modi e sentimenti di vivere la montagna.

Il primo è il rispetto. Lo rappresenta il lupo, sovrano dei boschi, vissuto come un nemico da tanti, ma vitale per l’equilibrio dell’ecosistema. Il ritorno del lupo ci riporta a sentimenti atavici, ma anche a ammirazione per la sua maestosa bellezza. Il rispetto è ciò che abbiamo voluto fargli simboleggiare.

Il secondo è la ribellione. Ribellione alla città, agli stili di vita imposti dai media, alle mode e alle logiche sociali. La natura è libertà e ribellione, e il simbolo che abbiamo scelto per simboleggiare questo è il cinghiale, indomabile e libero, perseguitato ma inarrestabile.

Il terzo è la purezza. La purezza delle alte cime immacolate, delle vette solitarie, delle altitudini, e a rappresentarla abbiamo scelto un animale che ha fatto di quei luoghi puri e solitari il suo habitat: lo stambecco.

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Il Lupo |

Lo Stambecco |

Il Cinghiale |

Le tre anime |

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La storia della collezione "Le tre anime della Montagna"

Vi raccontiamo la prima collezione nata da una collaborazione esterna, quella che oggi si chiama “Le tre anime della montagna”.
Nei primi mesi di Produzione Lenta fummo invitati a partecipare a un mercatino di piccoli produttori, a Gallo D’Alba, dai ragazzi di Howl Concept Store. Fummo attirati soprattutto dal nome e dal tema principale: il “Funky Gallo Beer Fest”. Non fu un mercatino molto fortunato in realtà, quel giorno giocava anche l’Italia agli Europei, e ci fu anche un piccolo temporale. Durante la giornata però Michele fu colpito da una bancarella particolare. Gli oggetti esposti erano in un materiale di solito considerato poco “artistico”: il cemento!
Era lo stand dei ragazzi di Michele e Giulia di Amanodesign.it una stupenda coppia di creativi!
Lì nacque l’idea di collaborare, ma non ancora del come farlo.
Almeno un anno dopo Michele di Amanodesign chiamò Michele di Produzione Lenta, e dalla chiaccherata telefonica venne l’idea di disegnare in modo innovativo un simbolo della rivalsa della natura: il lupo. L’idea ruotava attorno a un particolare stile grafico, e al rispetto verso la natura. Nacque così, dopo qualche scambio di bozze, la grafica sul lupo, che riscontrò fin dall’inizio un buon interesse. Nei mesi successivi il progetto si ampliò, con l’idea di affidare a tre animali simbolo tre caratteristiche della montagna, di come l’uomo si approccia ad essa, e di come essa si approccia all’uomo.

Quali sono questi tre simboli, modi e sentimenti di vivere la montagna?

Il primo è il rispetto. Lo rappresenta il lupo, sovrano dei boschi, vissuto come un nemico da tanti, ma vitale per l’equilibrio dell’ecosistema. Il ritorno del lupo ci riporta a sentimenti atavici, ma anche a ammirazione per la sua maestosa bellezza. Il rispetto è ciò che abbiamo voluto fargli simboleggiare.

Il secondo è la ribellione. Ribellione alla città, agli stili di vita imposti dai media, alle mode e alle logiche sociali. La natura è libertà e ribellione, e il simbolo che abbiamo scelto per simboleggiare questo è il cinghiale, indomabile e libero, perseguitato ma inarrestabile.

Il terzo è la purezza. La purezza delle alte cime immacolate, delle vette solitarie, delle altitudini, e a rappresentarla abbiamo scelto un animale che ha fatto di quei luoghi puri e solitari il suo habitat: lo stambecco.

La storia del lupo M40, a cui è dedicata la collezione "Il Lupo"

La collezione "Il Lupo" è nata dalla collaborazione tra www.produzionelenta.it e i ragazzi di AMANODESIGNit. Abbiamo voluto idealmente dedicarla a M40, il lupo che dal 2000 al 2010 ha dominato su alcune vallate piemontesi, e i cui figli guidano ancora branchi del Piemonte e della Valle D'Aosta.

La storia è stata documentata scientificamente e raccontata con infografiche durante la mostra "Il Lupo e altre storie" curata da Progetto LIFE WolfAlps presso la Castiglia di Saluzzo.

Il lupo M40 è stato ritrovato morto in Valle Gesso nel marzo 2010 per aggressione di altri lupi. La storia di questo vecchio esemplare di minimo 11 anni è emblematica perché dimostra tutte le avversità che un lupo riesce a superare in un ambiente difficile come quello alpino. M40 è stato campionato la prima volta nel 2000 come Lupo Alpha dominante del branco dell'Alta Valle Tanaro insieme alla femmina F28. I due lupi si sono riprodotti dall'estate del 2001 e sono stati dominanti fino all'inverno 2004-2005. Nell'inverno successivo hanno completamente trasferito, insieme agli altri componenti del branco, il loro territorio dell'Alta Valle Tanaro alla Valle Pesio, rimasta momentaneamente libera a causa dell'avvelenamento di tutti i lupi del branco locale. M40 non è stato più campionato dall'estate 2006, e così tutti i lupi in Valle Pesio, evento che ha lasciato ipotizzare un altro atto di bracconaggio per avvelenamento. F28 e i cuccioli non sono stati più seguiti, M40 invece è sopravvissuto ed è stato ricampionato nell'inverno 2007/2008 in Valle Gesso, dove ho originato un nuovo branco insieme a una nuova femmina, la lupa F45, con la quale si è riprodotto nell'estate del 2008 e del 2009. Nell'inverno 2009-2010 M40 è stato trovato ucciso a causa di un'aggressione da parte di un altro lupo, che ha preso il suo posto all'interno del branco. 
La storia di M40 documenta la vita difficile di un lupo Alpha sopravvissuto a un caso di avvelenamento che ha sterminato l'intero branco, nonostante una zampa rotta rinsaldata naturalmente (come documentato da una radiografia), è vissuto per almeno 11 anni sempre in stato di dominanza, riproducendosi per 10 estati consecutive. M40 ha dato origine a cuccioli che a loro volta sono diventati lupi Alpha e hanno instaurato nuovi branchi. Ne sono esempi la figlia F30, che ha originato il branco della valle casotto, e il figlio M46, che ha originato il branco del Gran Paradiso.